Chi sono

Blogger: vinavil
Nome: Marco Brando
Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è) :-)

EMAIL: injbr#tin.it *

* sostituisci # con @

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 03 gennaio 2008

Piccolo tour pugliese

(pubblicato sulla rivista "Gli Apoti. Quelli che non la bevono"

- link: http://www.gliapoti.it/LaRivista/Pdf/Gli%20Apoti6.pdf )

 

Chi l’ha detto che le cronache di viaggio debbano restare esclusivamente legate al ricordo del Gran Tour che nell’800 letterati e nobili stranieri si accingevano ad intraprendere? Quei diari di viaggio, che oscillavano tra la descrizione narrativa e le divagazioni filosofiche, sono stati assai amati fino alla prima metà del secolo scorso. Poi, il giornalismo, con grandissimi cronisti, ne ha raccolto la funzione e le finalità, svecchiando un modo di raccontare il Paese che sembrava ormai dimenticato. Ebbene, da una decina d’anni questo genere sembra nuovamente caduto in disgrazia, sia per l’onnivora presenza televisiva che ha degradato ogni narrazione, sia per l’esistenza di una certa narrativa che, attraverso (discutibili) reportage e real story, ha recuperato la sua antica consuetudine di raccontare il territorio. Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, ha scritto un agile libretto, che già dal titolo,

Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia, rievoca la forte - ed atavica - commistione tra giornalismo d’inchiesta e racconto d’evasione. Composto di una trentina di percorsi e di due “fuori rotta”, il libro di Brando assolve con facilità ad una duplice funzione: quella di denuncia, dettata dalla sconforto e dall’avvilimento per l’incuria e l’insensibilità di alcuni scellerati progetti di industrializzazione; e quella della fascinazione, che una terra come quella di Puglia è capace di emanare proprio nei suoi anfratti dimenticati (e quindi sottratti al degrado ambientale, ma anche alla valorizzazione turistica e culturale che dovrebbe invece esserne fatta). Da “settentrionale trapiantato nel Sud”, Cassano riesce ad evidenziare bene questa contraddizione entro cui il sud-est - come tutto il Meridione, del resto - rischia di restare fulminato, ma ne comprende anche le straordinarie possibilità di riscatto mai attuate, che la condannano in un odioso limbo nel quale sembra ormai essersi rassegnato.

postato da: vinavil alle ore 15:15 | link | commenti
categorie: recensioni

“PUGLIA: SUD EST”

[Un articolo-intervento che recensisce “SUD EST - Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”, il libro di Marco Brando edito da Palomar (Ba, 2006), prefaz. di F. Cassano. www. edizioni-palomar.it]

Pubblicato qui: http://www.murmurofart.com/Testo.asp?Progr=1635

La Puglia diventata nota nel mondo! Con proclamata vocazione al turismo internazionale. La Puglia dai “tanti nomi”: Gargano, Salento, Valle d’Itria, Grecía, Murge, riportata da un settentrionale che vi è arrivato per ragioni di lavoro. Caso “strano”: un emigrato “al contrario”, dunque! Marco Brando, giornalista di Genova Sampierdarena che dal 2000 lavora a Bari presso la redazione de “Il Corriere del Mezzogiorno”, dorso di cronaca pugliese del “Corriere della Sera”, ci fa viaggiare per tutta la Puglia, soprattutto quella minore però (paesini e luoghi meno battuti), con l’occhio di chi viene da fuori ma che ha fatto sua la regione, e la ama. Ne risulta un giro turistico molto interessante, e la prosa giornalistica ci aiuta a gustare i particolari e le relazioni con la gente, perché il testo non è una guida turistica ma il resoconto di un viaggiatore che condisce il suo discorso con aneddoti interessanti, storia e storie.
Ci porta a spasso per i lidi pugliesi piú o meno conosciuti con ironia e sagacia, consapevole del fascino di questa regione cosí bella e complessa. Ecco qualche titolo dall’indice, per capire: “Ginosa-Campomarino, dal lusso al panino in spiaggia”, “Lo strano lido all’ombra della ciminiera, Torre Guaceto-Monopoli”, “Isole Tremiti, storie di turisti e deportati”, “Gagliano del Campo-Grecía, lungo l’antica via del tabacco”, “Manduria-Cisternino, il mistero dei Messapi rapiti”, “In treno sulle Sud-est, la Puglia magica di pietre e binari”. E con un filo d’Arianna che si dipana con rotte prestabilite, ci accompagna lungo la costa e all’interno del territorio regionale, con un discorso che ci fa comprendere che la magnifica Puglia ha ricchezze e possibilità immense, che sfrutta sí, ma a volte non come dovrebbe, o potrebbe; il vizio di piangersi addosso anche quando magari non ce n’è ragione, quello di guardare troppo fuori, il bisogno di riconoscersi.
Il turismo è presente, non c’è che dire…: “Può capitare di raggiungere un paese come Conversano – sulle murge baresi – stando in coda dietro un plotone di ciclisti. Anzi, di cicloturisti tedeschi […].” “In alta stagione solo a Vieste i residenti passano da quindici a oltre centomila. E i turisti “estivi” sono, lungo la costa garganica, piú di due milioni (!). Oltre il doppio, secondo alcune stime che riguardano anche l’ospitalità sommersa”. “In agosto c’è cosí tanta gente che quasi bisogna fare i turni per imboccare i vicoli piú stretti”. E questo solo sul Gargano, se poi aggiungiamo tutto il resto, dove possiamo trovare situazioni similari… ed eventi internazionali che catalizzano l’attenzione non ci si potrebbe tanto lamentare. Splendide oasi naturalistiche fra le piú conservate e selvagge del Mediterraneo, ricchezze e bellezze insospettate e sconosciute, angoli di paradiso e lidi “da far rimpiangere i soldi spesi per trasvolate ai Caraibi in cerca di spiagge quasi uguali ma piú affollate”! Luoghi che a volte neanche gli stessi pugliesi conoscono. E sterminate campagne. E centri storici fiabeschi. Castelli. Masserie. Trulli. Possiamo dire che un po’ in tutta la regione si notano città e paesi pienissimi, vitalissimi; ma ecco che si scopre magari, fra le contraddizioni, che “il problema” è riuscire a stanare i turisti anche in bassa stagione. O che si ha a volte poca dimestichezza con le esigenze dei turisti a largo raggio: esercizi a volte chiusi, e l’aeroporto civile piú vicino (ora parlando del Gargano), quello di Bari, che dista quasi duecento chilometri e senza collegamenti. Qui occorrerebbe l’intervento di Stato e Regione… E le tariffe aeree rimangono comunque molto costose per chi vuole arrivare in Puglia, in particolar modo quando non esiste un diretto per Bari o Brindisi: in quel caso bisogna per esempio fare scalo a Roma con raddoppio delle spese! Perché questo, data l’altissima vocazione turistica, lavorativa ed imprenditoriale insieme della regione, un’intraprendenza che non ha eguali nel Mezzogiorno, e che fa addirittura concorrenza al resto d’Italia possiamo permetterci di dire? “Il fatto è che il cuore della Puglia nasconde, con pudore, molti tesori. Basta dirigersi verso l’interno. E la storia della regione – quella dei suoi genitori e progenitori, ma anche la storia del loro lavoro – riemerge. Lontano dai riti dell’estate balneare. Lontano dal mare”. E i treni? La scarsa efficienza promozionale - anzi, nulla - delle Ferrovie Sud-est, che pure sono un Orient Express stile western che fa gustare panorami meravigliosi a non finire: pochi turisti le conoscono e le sfruttano. Potrebbero essere un’altra grande risorsa, se ben compresa. Sperando che non ci pensi da sola Lecce, come si ventila, ma partecipino anche, auspicabilmente e giustamente, le altre province. Oppure la cementificazione selvaggia di alcune zone (tipica italiana peraltro), che ha tolto fascino e viaggiatori. Ma anche il fatto che spesso si nota poca voglia di collaborare fra strutture e privati, ci fanno capire che la Puglia potrebbe fare un altro salto impensabile (e molti ne ha fatti, merito dei pugliesi stessi) se ci fosse piú organizzazione, piú collegamenti, piú collaborazione, piú incentivi, meno chiusure e pregiudizi. E lo diciamo parafrasando Franco Cassano: “Lo scetticismo non è realismo o prudenza, ma solo mediocrità e paura di volare”. Ma chissà, forse è meglio che la Puglia si incentivi all’esterno meno di altri lidi. Per “protezione”… Per “pudore”… Ma all’interno occorre piú unità. Insomma, tante virtú e qualche contraddizione; eppure, dove non se ne trovano? L’autoconsapevolezza è l’unica politica che conta! In particolare in quest’Italia (e Puglia) dei campanili. Speriamo che il libro contribuisca a far amare la Puglia, e a farla meglio riconoscere, anche dai pugliesi stessi, per non arrivare a dirne come una volta è stato scritto: “Uno dei paesi peggio giudicati e peggio compresi…”. “Arrivederci Puglia. Abbi cura di te”.


Gianni Simeone






postato da: vinavil alle ore 15:08 | link | commenti
categorie: recensioni
domenica, 08 aprile 2007

Sud Est

Lunedì 23 aprile 2007, ore 18.00
Hotel Città, piazza Walther 21, Bolzano
presentazione del libro

Sud Est: vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia

Di Marco Brando. L'autore sarà presente. Seguirà un piccolo vernissage con prodotti tipici pugliesi.

Un viaggio nel tacco d'Italia, la Puglia, regione sospesa tra mille contraddizioni, tra la voglia di rinnovamento e la tradizione: è "Sud Est: Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia". Il nuovo libro del giornalista Marco Brando nasce da un'inchiesta condotta nelle estati del 2004 e del 2005 sulle colonne del "Corriere del Mezzogiorno", allegato di cronaca pugliese al Corriere della Sera. Due itinerari principali, lungo la costa e nell'interno, "dentro" la Puglia autentica, e due "fuori rotta" un viaggio notturno insieme ai pescatori di Molfetta e una "traversata" lungo i percorsi delle Ferrovie Sud-Est. Un viaggio tra storia e costume, tra il fascino della costa e gli scempi dell'abusivismo, tra i pregi e i difetti del territorio e dei pugliesi.

Per un pubblico attento risulteranno di particolare interesse le notizie relative alle comunità di minoranza che vivono in Puglia, come i grecanici, gli arbereshe, i croati, i franco provenzali con la comunità protestante valdese. Ma non solo le minoranze: in Puglia la presenza nel XIII secolo di Federico II di Svevia ha lasciato tracce indelebili di un mondo multiculturale che solo oggi può essere immaginato: a Lucera per suo volere nasce la prima moschea in Italia con relativa comunità islamica.

Insomma la storia, il turismo e gli itinerari ricchi di cose da raccontare in compagnia di pochi ma significativi prodotti della Puglia: un paio di vini, del pane, un formaggio.

Marco Brando, genovese di nascita, ha conosciuto la Puglia per motivi di lavoro. Giornalista, ha cominciato a scrivere per "L'Unità" come corrispondente da Pavia, per poi passare alla redazione di Milano, dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e all'inchiesta "Mani pulite". Dopo un'esperienza come autore del programma "Film Dossier - Linea d'Ombra" e dopo aver lavorato per "Tv Sorrisi e Canzoni" dal novembre 2000 lavora nella redazione di Bari del Corriere del Mezzogiorno, dove risponde anche ai lettori nella pagina "Lettere - La voce del cittadino".

Iniziativa on collaborazione con l'Hotel Città. Informazioni presso la Biblioteca Culture del Mondo, tel. 0471.972240.

Link: http://www.bibmondo.it/index.html


postato da: vinavil alle ore 22:56 | link | commenti (3)
categorie: presentazioni