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Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è) :-)

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venerdì, 17 novembre 2006


VAGABONDANDO A SUD EST

Una raccolta di emozioni scaturite dalla sorpresa
e dal fascino della Puglia
di Antonio V. Gelormini

 Da qualche mese si parla di Puglia ad un ritmo incalzante, delle vicende che la coinvolgono e degli eventi che la animano. Si parla di Puglia e dei suoi sapori sugli scaffali degli ipermercati e sulle tavole dei ristoranti più selezionati. Si parla di Puglia al cinema. Se ne parla in radio e naturalmente in televisione. Si parla di Puglia ai festival e sulle pagine rosa dell’economia. Anche l’evento letterario di fine estate ha preso via da Bari ed ha visto notti bianche, organizzate in libreria, per aspettare l’ultima fatica di Gianrico Carofiglio e il ritorno atteso dell’avvocato Guerrieri.

 
Raccogliendo l’invito del ministro Rutelli: “Visitare e conoscere meglio l’Italia, i suoi borghi e i suoi tesori”, ripartiamo dunque da qui, dalla Puglia. Una regione che, come tutte quelle che vantano buoni vini, vive un periodo ricco di fermenti e si prepara a presentare ancora un’annata favolosa, annunciata da araldi doc di tutto rispetto, quali il Primitivo, il Negroamaro e il Nero di Troia. Per una volta non prenderemo né auto, né treno, né aereo. Le vacanze sono finite da poco e la stagione degli scioperi non prefigura una situazione del tutto tranquilla.
 
L’invito, questa volta, sarà a vagabondare insieme a Marco Brando. E’ un giornalista del Corriere del Mezzogiorno, l’anima mediterranea del Corriere della Sera, ed è autore di “Sud Est” – Ed. Palomar, Bari 2006. Il libro ha conquistato attenzioni ed apprezzamenti per essere la rivelazione di un autore accattivante: ripropone il racconto del viaggio con “gli occhi nomadi” degli autentici viaggiatori, e contribuisce alla scoperta di un entroterra, meno noto ai turisti, tipico nella sua autenticità e capace di rappresentare la vera risorsa nascosta per il rilancio e l’innovazione dell’offerta turistica locale e nazionale.
 
Una raccolta di emozioni scaturite dalla sorpresa e dal fascino che la Puglia riserva a chi non intende accontentarsi dello spettacolo del mare e di quello degli immensi campi di grano. E’ la ricerca certosina di un settentrionale trapiantato in Puglia che, seguendo l’inclinazione naturale di questo territorio, tiene la rotta puntata verso Sud Est. Così Brando asseconda la dolcezza sinuosa delle sue colline e, paziente come un pescatore, ne districa la rete di paesini per regalarci suggestioni e curiosità. A testimonianza di un grande amore per questa terra e la sua gente, che lui, di famiglia genovese, assimila con affetto ai liguri, definiti: “montanari costretti a fare i marinai”.
 
Dal mistero della tenuta di Santa Tecla sul Gargano e “della villa in cui è stata ospite persino Soraya, quando era regina di Persia e moglie dello scià Reza Pahlavi”. Alla meraviglia sconosciuta ai più di Cisternino, “piccolo al punto giusto; bianco brillante sullo sfondo del cielo azzurro, tanto da far socchiudere gli occhi, quando il sole è alto; splendente nella notte. Con quel fascino da piccola casbah, sopravvissuta lassù dai tempi delle invasioni saracene”. Fino al piacere del viaggiare con calma con le Sud Est, “le romantiche ferrovie che potrebbero costituire la formula magica per uno slow tour di poche ore, per attraversare un paesaggio unico tra i trulli di Alberobello, le grotte di Castellana e i ricami gotici del Salento”. E’ un continuo dischiudersi di finestre su una realtà tanto variegata, da giustificare l’uso del plurale per presentare le Puglie.
 
Nel fissare la lente sui piccoli centri e sulle campagne pugliesi, Marco Bando con la sua inchiesta ci segnala, inoltre, che “I tre quarti degli italiani vivono in cittadine o in paesini di poche migliaia di abitanti. L’essenza dell’italianità, e in questo caso della pugliesità, quindi, si può scorgere di più vagabondando fuori dalle metropoli. Un parametro sociologico che evidenzia come oggi un ragazzo di Bari e uno di Milano, a parità di livello culturale, abbiano molto di più in comune tra loro piuttosto che con i coetanei radicati alla stessa latitudine ma in piccoli centri (ad esempio tra le Alpi, a Edolo in Lombardia o sulla Murgia a Spinazzola)”. Cosicché - sfatando due miti, l’uno settentrionale e l’altro meridionale, del Nord che immagina ancora un Sud rurale che non c’è quasi più e del Sud che pensa i settentrionali tutti “milanesi”, mentre Milano è una realtà unica e decisamente multietnica – l’autore rende evidente: che un lombardo e un pugliese “di campagna” potrebbero scoprire, per quel che riguarda la mentalità, di essere tra loro molto più simili di quanto essi lo siano, rispettivamente, con un lombardo o un pugliese “delle grandi città”. Analisi davvero intrigante, che manda all’aria i pregiudizi di qualsiasi latitudine.
Buona lettura.

postato da: vinavil alle ore 15:07 | link | commenti (7)
categorie: recensioni
lunedì, 13 novembre 2006

DOVE SI SCOVA

IL MIO LIBRO A MILANO?

Dato che i librai sono strani

(alcuni vendono tutti i libri ordinati e poi si "dimenticano" di ordinarne altri)

segnalo che a Milano

chi

proprio

non "resiste"

può trovare agevolmente

il mio libro

nella bella libreria "Luoghi e Libri"

in via Macedonio Melloni 32 

(zona Porta Venezia - Viale Piave) ,

tel. 02-7388370

Link: http://www.luoghielibri.it/


postato da: vinavil alle ore 10:44 | link | commenti
categorie: librerie
giovedì, 09 novembre 2006

Libri: Rotta...a sud est


Il giornalista Marco Brando

i vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia

di Luca Preziusi

Il giornalista Marco Brando
Foggia - Questa volta il viaggio di un giornalista settentrionale in Puglia non è servito a disegnare il quadro di una manigolda repubblica dei pomodori, bensì a tracciare le curve di un territorio ricco di potenziale dal quale poter mungere sviluppo, ma da dove risulta sempre più macchinoso scoprire le reali matrici di una tangibile arretratezza. Questo uno degli snodi primari del libro di Marco Brando edito dalla Palomar, prospettato oggi, durante una bizzarra e prolungata conferenza di presentazione nella biblioteca provinciale, in cui si sono succeduti interventi e dibattiti inattesi, curiosi ma interessanti, con il pubblico presente. Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, genovese di nascita, milanese e poi pugliese d’adozione, ha trascorso le ultime due stagioni estive attraversando la regione incontrando luoghi e personaggi di una Puglia sconosciuta ai più, prendendo appunti, stilando articoli ed evitando volontariamente i grandi centri. “Sud Est”, il titolo del libro che riprende la nota linea ferroviaria collante del capoluogo barese e il tacco salentino, nasce da un’inchiesta giornalistica diretta dal Corriere del Mezzogiorno, con l’aspirazione di raccontare luoghi più o meno turistici, i personaggi coloriti incrociati, i fenomeni di costume, e poi riassumere pregi e difetti di una Puglia d’estate senza trasformarsi in una guida turistica, come tiene a sottolineare il professor Licinio, docente universitario di Storia medioevale e moderatore della serata. La prima estate ha portato Brando negli oltre 800 chilometri di costa, dove ha riscontrato oltre che l’offerta turistica posseduta dalla Puglia viaggiando tra Gargano e Salento, la grande storia che circonda queste terre; l’anno successivo ha valicato da sud a nord la regione senza mai sentire il profumo del mare e districandosi tra le interiora della zona. Arricchito dalla prefazione del sociologo Franco Cassano, il viaggio intenso del giornalista è riferito nelle pagine de libro con energica profondità, con ricorrenti richiami storici, ma anche con forte carica ironica esaurita in due “fuori rotta”, dove Brando racconta di una notte passata su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta e un viaggio sulle ferrovie sud-est in cui dipinge scenari puri e incantevoli. - Mi sono divertito moltissimo durante questo viaggio, ho incontrato persone splendide e d’altri tempi che non potevo esentarmi dal descrivere nelle pagine del libro – dichiara Marco Brando, che poi prosegue - vivo in Puglia da sei anni, e ormai ne sono innamorato perché ha un fascino complesso, ed è per questo che ho deciso di chiudere il libro con un...“Arrivederci Puglia. Abbi cura di te”-.


http://www.ilgrecale.it/attualita/articolo.php?id=13137

Ps : fotina un po' horror, lo ammetto... :-)




postato da: vinavil alle ore 12:14 | link | commenti (2)
categorie: recensioni