Chi sono

Utente: vinavil
Nome: Marco Brando
Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è) :-)

EMAIL: injbr#tin.it *

* sostituisci # con @

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 23 luglio 2006

SUD EST 
 Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia
-------
 
Cari amici vicini e lontani,
 è arrivato nelle librerie italiche (oppure bisognerà, eventualmente, ordinarlo) il mio libro <SUD. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia>, edito da Palomar, con prefazione del sociologo Franco Cassano.
 
Qui sotto ci sono la scheda e la prefazione.
 
Il libro si può acquistare anche attraverso il sito della casa editrice Palomar  o nelle librerie on line (vedi i link sotto).
 
 
EDIZIONI PAL˜MAR
di Alternative srl
 
 
COLLANA:     altreStorie                                
 
TITOLO:         SUD EST – Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia
 
con prefazione di Franco Cassano
 
AUTORE:       Marco Brando
 
PREZZO:        € 14,00
 
PAGG.:           176
 
ISBN:              88-7600-169-7
 
 
 
IL LIBRO:  SUD EST nasce da un'inchiesta giornalistica condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005.
Lo scopo è quello di descrivere e raccontare - con spirito critico e una buona dose di ironia - luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi.
Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo «dentro» la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta; un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est.
Un viaggio intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».
 
L’AUTORE: Marco Brando è nato a Genova Sampierdarena nel febbraio del 1958 e ha un albero genealogico piuttosto variegato.
Dal 1982 ha cominciato a scrivere per «L’Unità» come corrispondente da Pavia; per poi lavorare nella redazione di Milano del quotidiano, prima come redattore e poi come inviato, fino al 1998 (con un biennio di parentesi a Roma), dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e in particolare all’inchiesta «Mani pulite».
Dopo un’esperienza nelle vesti di autore del programma «Film Dossier - Linea d’ombra» a Mediaset e dopo un anno e mezzo di lavoro per «Tv Sorrisi e Canzoni», dal novembre 2000 fa il giornalista a Bari nella redazione del «Corriere del Mezzogiorno» dove, tra l’altro, risponde ai lettori nella pagina «Lettere - La voce del cittadino».
 
 
 
Via Nicolai, 47 – 70122 Bari
Tel.: 080/5227262 – Fax 080/5227250
P.I. 05372730720
-------
PREFAZIONE
di Franco Cassano
L’eterna incompiuta
Ormai da decenni la Puglia è sospesa nel limbo. Di essa nel mondo e in Italia si alternano due immagini, quella ottimistica e speranzosa della «California del sud» e quella opposta, di una Puglia risucchiata dalle sue deficienze e patologie. E questa continua oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua differenza rispetto al Mezzogiorno, ma è costretta, dopo qualche ebbrezza, ad accorgersi che le sue ali sono fragili o bruciate; e sente ritornare il peso di vecchi incubi, la disoccupazione, l’esodo dei giovani più capaci, il peso crescente della malavita, eccetera.
Questo continuo stop and go sembra un destino invalicabile, un limbo nel quale la Puglia è condannata a rimanere per sempre, rifluendo nel ruolo di eterna incompiuta: da un lato essa è troppo diversa dallo stereotipo dominante di un Sud fermo e addormentato, dall’altro il suo dinamismo è pieno di false partenze, e ogni volta dopo uno scatto bruciante, arriva l’affanno.
Quest’alternanza continua non è solo una successione nel tempo di euforie e delusioni, ma, come testimonia il libro di viaggio di Marco Brando, è una dissonanza che si incontra anche nello spazio, perché capita di ritrovare entrambe le facce a pochi metri o chilometri di distanza l’una dall’altra. Il cemento bracca continuamente la bellezza, e non appena la decenza e la legge guardano altrove (e capita troppo spesso), la degrada e la deturpa: le cabine sulla spiaggia diventano case, avviando quella spirale dei condoni
che ha saldato piccoli e grandi interessi, società «incivile» e politica in un blocco sociale tanto vorace quanto resistente. Ma accanto all’affollamento distruttivo esistono ancora «bellezze da sogno ignorate»; oppure capita di scoprire che la tutela del Gargano, la sua sottrazione alla ferocia cementizia, la si deve non solo a un ente preposto alla tutela dell’ambiente, ma moltissimo all’Eni, che a prima vista sembrerebbe il suo peggior nemico. E il libro è pieno di scoperte come queste, di accostamenti sorprendenti.
Brando viene dal Nord ed è arrivato in Puglia per ragioni di lavoro. Questo viaggio nasce dal desiderio di conoscere un territorio sconosciuto, di guardare da vicino i luoghi e le persone di cui ogni giorno si parla sulle colonne del giornale. I suoi resoconti ripropongono, nelle descrizioni e negli stati d’animo del viaggiatore, questa alternanza continua tra le promesse e le delusioni, la scoperta della ricchezza insospettata delle storie, della bellezza dei luoghi, dell’intraprendenza delle persone e la delusione per le diserzioni dello spirito pubblico, per un assalto alle coste e al mare, che diventa l’inquietante metafora del rapporto con il bene pubblico e dell’assalto particolaristico alle istituzioni.
Nel libro, che volutamente trascura le grandi città per attraversare la Puglia minore, questo alternarsi di emozioni e di scoperte non fa che accentuare la rabbia. Non si è di fronte a una stasi che uccide lo spirito, recidendo la speranza, ma neanche a un dinamismo stabile, che permette di distogliere lo sguardo, sicuri che poi tutto continui a funzionare per il meglio. La Puglia che Brando attraversa, in questi anni diventata nota nel mondo, è la Puglia del Salento, della Valle d’Itria, del Gargano oppure è la Puglia più riposta della Murgia e dell’Appennino. Ma anche in questa nuova immagine, che, tramite i nuovi strumenti di comunicazione, rende noti nel mondo i nostri luoghi e attira i turisti, torna a riproporsi, come una condanna, l’oscillazione. La riscoperta dei luoghi, del territorio e della tradizione è un nuovo punto di partenza oppure una ritirata, la ricerca di un piccolo lucro alle spalle di un mondo che ci sorpassa e ci sfugge? È l’inizio di un nuovo equilibrio tra modernità e tradizione oppure è un chiudersi nel piccolo cabotaggio, nello sfruttamento feroce del territorio, una vendita all’incanto senza pudore e misura?
Ovviamente Brando non si propone di rispondere a questa domanda, e il suo libro, molto saggiamente, si fa prendere dal ritmo della scoperta, della meraviglia, della cronaca, delle osservazioni di chi è solo di passaggio, e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti che nelle critiche. Ma sembra anch’esso alla fine suggerire una morale ai pugliesi: possedete una terra bella e varia, ricca di caratteri e di lingue, di chiese e di mari diversi, in una posizione di collegamento che si respira anche soltanto ripercorrendone la storia. Non fatevela sfuggire dalle mani, sfruttatela, ma con saggezza e gentilezza, non ripiegate sul piccolo cabotaggio, che vi fa rimanere sotto costa, osate un po’ di più. Lo scetticismo non è realismo o prudenza, ma solo mediocrità e paura di volare. Se rinunzierete a rischiare, rimarrete sempre a metà strada, eterni incompiuti, che continuano a oscillare tra grandi racconti ed epiloghi di terz’ordine.

IL LINK 1
Cliccando qui compariranno
 tutti i siti internet di varia natura
 in cui si parla del mio libro:
 -----> clicca!

 
IL LINK 2
Come acquistarlo on line?
Cliccando su Palomar, Internet Book Shop o Bol, per ora.



 
LE RECENSIONI
SU "METRO"
(di ANTONELLA FIORI)
CHE CI FA un settentrionale in Puglia? Di solito il turista estivo che poi rientra nelle nebbie,
spesso padane, dopo poche settimane. Diverso il caso di Marco Brando, genovese di nascita
e milanese d’adozione, emigrato a Bari da qualche anno (lavora a “Il Corriere del Mezzogiorno”), che ha raccolto in questo libro i suoi vagabondaggi estivi in terra pugliese seguendo gli 800 chilometri di costa e la regione da nord a sud. Risultato: né una guida né un saggio, piuttosto un racconto incredibilmente ricco di fenomeni di costume e di personaggi: di ieri e di oggi. Scoperti con curiosità da viaggiatore, osservati con l’attenzione del cronista.
 
Marco Brando, “Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”,
Palomar, p. 173, 14 euro

SUL "CORRIERE DEL MEZZOGIORNO"
(di Maddalena Tulanti. caporedattore)
La Puglia
del mare
e dell’interno
Marco Brando di sicuro è settentrionale, quasi certamente è anche «vagabondo». Perché è vero che una delle caratteristiche di un giornalista, è quella di «andare», (e i «vecchi» dicevano che scrive con le «scarpe» e non con la penna) può senz’altro essere apparentata a una sorta di «vagabondaggio». Ma Marco Brando, che nel giro di due estati ha «vagabondato » per la Puglia e l’ha raccontata ai lettori delCorriere del Mezzogiorno, vi ha aggiunto un condimento in più, il particolare punto di vista di un «settentrionale ». Quando decidemmo di raccontare la Puglia estiva due anni fa ovviamente partimmo dalle coste: più note, brillanti, vivaci, affollate. Il compito sembrava facilissimo visto che il Salento o il Gargano non sono certo luoghi complicati da descrivere; e tuttavia proprio per questo il rischio di scrivere banalità era molto alto. L’antidoto non poteva che essere l’«estranietà» di chi guardava e raccontava. Un «settentrionale» appunto. Brando non ha mai lusingato chi ha incontrato lisciandolo magari per il verso dela cartolina o del folclorico. Le bellezze sono rimaste bellezze, i problemi, problemi. Il cronista ha avuto il sopravvento quasi sempre sul «pittore». Ecco allora il viaggio sul trenino della ferrovia sud-est che è un vero e proprio piano di lavoro per un amministratore che volesse utilizzare quel piccolo gioiello turistico noto solo per i ritardi e i disagi che provoca ai pendolari. Il «settentrionale» ha trovato anche delle storie. Anzi delle «altrestorie», come Palomar ha voluto battezzare la collana. Ma meglio cercarle nel libro, ne vale la pena.

MARTEDÌ, 04 LUGLIO 2006
Pagina XII - La Repubblica - edizione di Barii
Un vagabondo in terra di Puglia
La Puglia minore bella e contraddittoria. La Puglia del mare e dei paesi dell'entroterra, quella delle grandi vicende della storia e quella del degrado ambientale. Sud Est vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia (Palomar editore) è il racconto di una regione del sud guardata dagli occhi di un settentrionale. Con le sue incongruenze la Puglia si offre piacevole e meravigliosa, inconsapevole e disattenta agli occhi di Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno . Genovese trapiantato a Bari per lavoro, Brando descrive con spirito critico e una buona dose di ironia luoghi più o meno turistici, personaggi del passato e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti di una terra e dei pugliesi. Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo "dentro" la Puglia, attraversata da Sud a Nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta e un viaggio attraverso gli scenari incantevoli delle Ferrovie Sud-Est. Il libro ha il ritmo «saggio della scoperta e della meraviglia dice il sociologo Franco Cassano nella prefazione della cronaca (il volume nasce da due inchieste estive del 2004 e del 2005), delle osservazioni di chi è solo di passaggio e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti che nelle critiche». La fine del viaggio non è un addio ma solo una arrivederci a tratti malinconico a una Puglia a cui si chiede di «prendersi cura di se stessa». Perché dal racconto di Brando emerge «la Puglia sospesa nel limbo continua Cassano quella ottimistica e speranzosa della California del sud e quella risucchiata dalle sue deficienze e patologie. E questa continua oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua differenza rispetto al Mezzogiorno, ma che è costretta, dopo qualche ebrezza ad accorgersi che le sue ali sono fragili o bruciate».
(micaela abbinante)

Recensione Sud Est
 
Cerchiamo tutti un Altrove, Marco Brando (giornalista con radici liguro-lombarde sceso in Puglia nel 2000) l’ha trovato salendo sul trenino delle Ferrovie Sud Est, uno “slow tour”(velocità di crociera 50 km/h) per l’Apulia meno conosciuta ma non meno ricca di sorprese. Un moderno flaneur che ora pubblica con l’editrice Palomar il suo diario di bordo: “Sud Est-Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”. Anche noi lettori possiamo far nostra la filosofia che ha ispirato il libro e vagabondare per le centosettanta  pagine nelle quali l’autore ha racchiuso brevi ritratti dei luoghi visitati tratteggiati con uno stile vivace e piacevolmente fresco. Certo Marco Brando sarà d’accordo con Goethe:“Pensare è più interessante di conoscere, ma non così interessante come guardare”, infatti è il suo sguardo curioso il protagonista di questo libro, che può diventare bussola per chi desideri mettersi in viaggio alla ricerca di posti defilati, lontani dalla pazza folla. E’ un itinerario storico-culturale interessante perchè ricco d’informazioni colte anche on-the-road. Queste caratteristiche ne fanno quasi un libro da cruscotto, da consultare strada facendo. I viaggi in realtà sono due:il primo, seguendo il perimetro della regione, quasi 900 km di costa lambiti dal mare, il secondo, “passeggiando” nell’entroterra, la spina dorsale del Tacco d’Italia. L’ultimo tratto, dal capoluogo pugliese alla punta estrema del Salento, a bordo delle Fse. I treni delle Sud Est potrebbero diventare una risorsa per il turismo, mentre invece esistono ma non se ne conosce l’esistenza, un paradosso tutto pugliese. E’ come se - dice l’autore -“nella laguna veneta si <<nascondesse>> ai villeggianti che ci sono i vaporetti”, incredibile! “La formula magica per sedurre i turisti” potrebbe essere proprio la lentezza, quello che è un vizio per chi abitualmente se ne serve, i pendolari, sarebbe una virtù per il turista che godrebbe di scenari inconsueti e fascinosi, immerso in un tempo-lungo. E’ così che si valorizzano le risorse, altrimenti come può la Puglia, “terra del rimorso” di Demartiniana memoria, riscattarsi? E se non li scopriamo noi pugliesi  i punti di forza della nostra regione, se non diamo loro visibilità, chi lo farà? “Viene da chiedersi cosa potrebbero diventare queste romantiche ferrovie se i turisti sapessero della loro esistenza…”, così s’interroga l’autore. Sembra quasi che una forma di pudore atavico ci porti a mantenere nell’ombra le ricchezze che abbiamo, quel laborioso “popolo di formiche” ha creato Bellezza che è un peccato non condividere. In un mondo di tante immagini allettanti costruite spesso sul nulla, dov’è quella della Puglia alla quale basterebbe solo mettere in luce quello che ha per farsi notare? Con “Sud Est” Marco Brando riesce ad illuminare angoli inesplorati, grazie alle sue parole aggiungiamo un piccolo tassello al grande mosaico delle Puglie.
 
Margherita De Napoli

"Sud Est", a zonzo per la Puglia
Metti un genovese innamorato di una regione in bilico. Metti un'inchiesta giornalistica condotta per due estati sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno» (dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera»). Nasce così "Sud Est" di Marco Brando, un libro che chiunque voglia conoscere la Puglia dovrebbe leggere. Con una buona dose di ironia Brando percorre, con gli occhi del viaggiatore e lo spirito critico del giornalista, luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi. Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo dentro la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il volume due fuori rotta: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta e un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est. Un percorso intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».
 
(su City nazionale del 05-07-2006)

Puglia on the road
(su Quaderni radicali del 19-07-2006)
Da secoli la Puglia è soggetta a continue definizioni ed analisi; Marco Brando, invece, nel suo viaggio non cede a tentazioni sociologiche e si fa trascinare da un misto di istinto e saggezza in una scoperta di luoghi a volte snobbati a volte ignorati.

Passa tra ombrelloni e ferrovie, monumenti ed estrosi personaggi, mari e pastori, questo viaggio che scova il meglio e il peggio della regione con ironia, spirito d’osservazione e tanta curiosità.  L’autore, giornalista del “Corriere del Mezzogiorno”, ha prima percorso 800 chilomentri di costa (dal Salento ai confini col Molise) per poi dedicarsi ad un viaggio a zig-zag dall’interno attraverso paesi e frazioni, senza mai sfiorare né il mare né le grandi città.  Nessun cedimento alle analisi sociologiche, dicevamo, e nessun pregiudizio da parte di Brando. Di certo, però, un forte spirito critico e di osservazione che ne tradisce il passato-presente di cronista.

Una sola è la premessa dell’autore, confessata (che impertinenza!) anche nel sottotitolo del libro: Brando è settentrionale.  Ossia non è pugliese; e con questa apparente ovvietà l’autore evita il rischio di apparire “propagandista” o “disfattista” a seconda dei casi. In altre parole, con la scusa di essere “forestiero” si becca la lussuosa licenza di dire ciò che pensa senza doversi confrontare con la retorica della provincia.

Le sue vengono presentate come impressioni, anche se sono ritratti nitidi di un mondo che Brando stesso conosce in profondità e di cui è rispettoso estimatore.
Il libro spazia dai riferimenti storici a quelli artistici, dalle note sulla gastronomia alle segnalazioni delle architetture nascoste.

E così se ci si trova a Calimera, a sud di Lecce, si scopre la vitale comunità di lingua ellenofona, a Sammichele di Bari, una rude storia di una comunità serba del ‘600 prima ospitata, poi scacciata. Si passa per Altamura, Orsara di Puglia, Vieste. In una notte con alcuni pescatori di Molfetta si vive il bello e il tragico della vita di mare, in un viaggio con le Ferrovie del sud est si assaporano paesaggi selvaggi.

L’autore non risparmia critiche a quei limiti e quelle contradizioni che putroppo abbondano in Puglia. La precarietà del’agricoltura, l’isolamento delle zone interne, il turismo gestito a volte poco e male.

E poi una continua ricerca degli uomini e delle loro storie; forse la migliore riflessione su ogni luogo. E con gli uomini gli interrogativi sul loro futuro. Senza risposta, ma con tanti spunti perché ognuno possa provare a dare la sua.

Severino Di Marco


postato da: vinavil alle ore 11:37 | link | commenti
categorie: recensioni, personaggi, commenti, amici, presentazioni, appuntamenti